La Location

FORTEZZA FIRMAFEDE (Cittadella) … un po’ di storia …

Giovanni Targioni Tozzetti, storico e grandissima fonte di notizie, scriveva:
Sommamente ragguardevole rendesi la Cittadella eretta dal Magnifico Lorenzo de’ Medici l’anno 1488 nel sito dov’era un’antica Fortezza fabbricatavi dai Pisani l’anno 1262, che si chiamava Ferma Fede.
Così è notata in un rogito del notaio Antonio da Villa del dì 19 marzo 1444. L’antica rocca fu demolita dai Fiorentini l’anno 1487, subito che ebbero ricuperata Sarzana, che si era ribellata loro nel 1479 per opera di fra’ Manfredi Domenicano e restituitasi a Lodovico e Agostino Fregoso Capitani della Riviera Orientale di Genova
.”

La mattina del 22 luglio 1487 Lorenzo il Magnifico entrò in Sarzana e subito ordinò che fosse abbattuta la vecchia fortezza per erigerne una nuova, grandiosa, segno questo della sua intenzione di tenere la città quale baluardo estremo della sua Signoria.

I lavori procedettero a ritmo accelerato, sotto la guida di valenti ingegneri (Bernardo di Tommaso Corbinelli, il Francione, Domenico di Francesco chiamato il Capitano e Francesco d’Angelo, detto la Cecca, tutti fiorentini) e le insegne della sua Casa furono apposte all’entrata quale simbolo di trionfo. Egli però morì cinque anni più tardi e il suo successore, Piero, la cedette a Carlo VIII, che passava col suo esercito proprio per la città; appena due anni più tardi, la città passò al Banco di San Giorgio.

La pianta ben si vede nelle carte del Vinzoni e dell’Accinelli.
Carlo VIII la fece ampliare dalla parte verso il mare e vi fece costruire una caserma, un corpo di guardia e altri due baluardi, in aggiunta ai quattro costruiti dai Fiorentini. Le pietre furono prese dalle cave di Ponzanello. Gli uomini di quel Comune si impegnarono a trasportarle fino alla Giarra Carcandola (torrente Calcandola) ed i contadini di Sarzana a recarle sul posto d’impiego.

I sei baluardi e il mastio furono dedicati ai Santi Bartolomeo, Girolamo, Francesco, Pietro, Martino, Barbara, Bernardino.

La Cittadella perdette gradualmente importanza con l’avvento delle armi da fuoco e per i mutamenti politici. Genova la tenne ad uso di carcere e tale rimase fino dopo la seconda guerra mondiale.
Durante quest’ultima guerra molti cittadini vi trovarono riparo durante i bombardamenti e per alcuni anni vi rimasero, in condizioni assai precarie, gli sfollati ancora privi di un’abitazione decente.

La fabbrica della moderna fortezza, rispondente ai canoni dei trattati d’architettura militare del tempo, con il corredo dei fossati, dei rivellini e dei ponti levatoi, trasformò sensibilmente l’assetto urbanistico del settore sud orientale di Sarzana. 

Non sappiamo quanto della fortificazione pisana di Firmafede fosse ancora in piedi dopo la guerra, ma i documenti ci dicono che si cominciò a murare dall’angolo di Firmafede e che parte dei fossi vecchi fu riadattata.
L’intervento fu davvero ingente tanto da demolire edifici esistenti fra cui una concia di pelle et certe casette di privati, parte del Convento delle Clarisse, che fu trasferito di fronte alla Cattedrale (Santa Maria) e da interessare anche le pertinenze del Convento dei Domenicani.

La decorazione medicea del paramento murario disposta a quinconce è un motivo singolare che impreziosisce il complesso fortificato, che merita una visita alle sale, agli alloggi del capitano e dei soldati, agli spalti dai quali si possono ammirare scorci inediti di Sarzana e della Fortezza di Castruccio Castracani (Sarzanello).

La Fortezza Firmafede, che con quella di Sarzanello costituisce una coppia esemplare dell’architettura militare di transizione, è stata privata delle superfetazioni che i secoli e gli usi le avevano sovrapposto.
Restituita alla purezza delle forme originarie, dopo un lungo lavoro di restauro è stata riaperta al pubblico nel 2003.

 

 

Bibliografia:

“Appunti per una storia di Sarzana” di Ennio Callegari

“I percorsi d’arte più belli e più segreti della Val di Magra e della Terra di Luni” di R. Ghelfi e C. Sanguineti